Forum Nazionale per il Servizio Civile

09/09/2019

Forum nazionale Servizio Civile: il Governo riapra il dialogo con gli enti e completi la riforma avviata

La pubblicazione del bando per la selezione degli operatori volontari da parte del Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale porta sempre con sé l’entusiasmo di un nuovo inizio. Ma quest’anno non possiamo nascondere un velo di amarezza per tre motivi che continuano a preoccupare il nostro mondo: un taglio del 30% dei fondi, la totale assenza di dialogo con il Governo e la scarsa considerazione del ruolo, fondamentale, che gli enti rivestono nel sistema e per i giovani. Abbiamo lavorato per anni ad una riforma che rendesse il servizio civile universale aperto a tutti i giovani che chiedono di farlo, e ci troviamo di fronte ad un passo indietro dell’Esecutivo che li allontana dalle istituzioni.

Il percorso di riforma del servizio civile è nata con grandi ambizioni, nella comune convinzione che lo Stato dovesse investire molto di più sulle giovani generazioni, sul benessere e sulla sicurezza sociale del Paese. Novità come il tutoraggio per l’ingresso nel mondo del lavoro, i 3 mesi all’estero, la valorizzazione e l’attestazione delle competenze, il favorire l’incontro tra i giovani che vivono quest’esperienza in tutta Italia, si sta trasformando in un onere insostenibile che lo Stato, per la scarsità di risorse, continua ad addossare sui soli enti di servizio civile. Quali altri oneri immaginiamo di poter addossare agli enti prima di rendere questa riforma, piuttosto che ambiziosa, demagogica? Come Forum Nazionale Servizio Civile da anni evidenziamo la difficoltà per gli enti, molti dei quali sono piccole associazioni e piccoli comuni, di sostenere da soli un sistema così complesso al quale lo Stato affida responsabilità sociali, formative ed educative enormi, attingendo esclusivamente alle ridotte risorse di cui dispongono.  

Le riforme vanno discusse e attuate con i cittadini, devono rispondere ai loro bisogni e rispettare le esigenze di cui i corpi intermedi, previsti e riconosciuti dalla Costituzione, sono rappresentanti. Non possiamo non stigmatizzare come, nel corso dell’ultimo anno, la mancata risposta alle richieste di confronto avanzate dagli enti al Governo rappresenti un’involuzione della dialettica tra cittadini e Stato. Ci aspettiamo un cambio di passo, confermando al nuovo Governo, cui facciamo i nostri migliori auguri di buon lavoro, la piena disponibilità al confronto, perché è solo con il dialogo che potremo portare a buon fine una riforma tanto attesa quanto strategica per il nostro Paese la messa a disposizione.

Nelle more che l’Esecutivo appena insediato entri nella sua piena operatività e il Parlamento riprenda con vigore i suoi lavori, chiediamo al presidente Giuseppe Conte di assicurare al servizio civile i 70 milioni aggiuntivi previsti dal disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri lo scorso agosto. Segnaliamo che a fronte degli oltre 53 mila volontari del 2018, quest’anno potranno fare servizio civile 39.646 giovani, ovvero circa 14.000 giovani in meno. Confidiamo che venga assegnata presto la delega al servizio civile ad una figura esperta e competente che riapra subito la stagione del dialogo con il nostro mondo. Quello che chiediamo, a nome di migliaia di organizzazioni, è l’opportunità di avere un confronto, aperto costante e leale, come lo abbiamo avuto in passato con i governi di ogni colore politico.